La forza dell’ostinazione

L’Oriana scriveva “La forza della ragione” e non so per quale motivo quest’assonanza mi porta ad intitolare il mio post ricalcando il titolo di un libro che con questo contenuto ha ben poco a che vedere. Ma se penso all’Oriana e a me, forse l’ostinazione è l’unica cosa che ci possa accomunare. Ma la mia, mi porta ben altrove rispetto a dove ha portato lei. Ma non è questo il punto.

Una frase pronunciata da una mia professoressa del liceo ai colloqui generali con i genitori, e riferitami da mia madre mi ha lasciato un segno indelebile per sempre, e se poteva essere un pregio, a volte è diventata la mia condanna, avendola seguita come un mantra di vita. “Con la costanza e l’impegno si ottiene tutto”. Devo averla presa alla lettera, forse troppo, facendola diventare in seguito, ostinazione; in ambiti in cui l’ostinazione è solo un orpello pesante e inutile.

Col tempo, la frase si è trasformata in quella massima latina che ho preso ad esempio in amore: “la goccia scava la roccia non per la sua forza, ma per stillicidio”. E così ho fatto, sempre. Per lungo, lunghissimo tempo, ho fatto la goccia sulla parete rocciosa di chi non voleva farsi passare da parte a parte. Infinite volte, senza mai realizzare veramente che la goccia ha ere geologiche di tempo per la sua opera di erosione, mentre io ho solo una vita e non posso sprecarla per fare opera di convincimento a chi erige muri.

Così arrivi al punto in cui ti rendi conto che per quante gocce, lacrime, versi, il muro non verrà mai giù; ma anzi, te lo senti proprio sbattere in faccia e fa proprio male. E capisci che tu non sei goccia, che le persone intorno a te non sono rocce; magari sono montagne, alte, solitarie. O catene, unite e ben salde. E che l’unico modo per farle tue, non è levigarle col tempo, ma salire e avere la tempra adatta per poterle conquistare. E che non è la costanza a farle tue ai tuoi piedi, si tratta solo di capacità. Tutto il resto è ostinazione, e l’ostinazione è pericolosa.

2 pensieri su “La forza dell’ostinazione

  1. Molto pericolosa.
    Non è vero che si ottiene tutto! Vallo a dire a chi sta morendo per tumore, o a chi è per sempre in carrozzina, chi è paralizzato per un ictus, ecc.
    Certo ogni tanto si vede un tizio che stando in carrozzina fa cose mirabolanti con la forza delle braccia, ma ce n’è 1 su 1000000.
    Zanardi era un esempio di “volere è potere”, certo: finché a potuto, ma vai a dirglielo adesso.
    Noi tutti persone sane ma comuni, non siamo altro che formichine che si arrabattano per vivere questa vita nel miglior modo che si riesce, ma mica siamo tutti Steve Jobs (che poi ,pure lui, alla fine…).
    Insomma, secondo me l’unica cosa a qui DAVVERO si puntare come obiettivo è la serenità, che non significa “felicità” (quella non esiste), bensì equilibrio, pace con sé stessi.

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