I Promossi Sposi

Malgrado la vastità della superficie terracquea del globo, dei miliardi di anime e di voci che lo popolano e lo scuotono, di notizie che passano veloci di bocca in orecchio, spesso si trasforma in un microscopico locus horridus con la stessa cassa di risonanza del mio tinello quando siamo in due in casa; soprattutto quando si tratta di cose che non vorresti mai sapere. Lo diceva anche Faber che una notizia un po’ originale non ha bisogno di nessun giornale, come la freccia dall’arco scocca, vola veloce di bocca in bocca. Ma ci arriverò con calma, alla notizia un po’ originale, che poi così originale non è.

Posto che oggi mi sento particolarmente in vena di parallelismi, da oggi chiamatemi pure Cassandra; per i non edotti della mitologia greca, Cassy prevede le sciagure e nessuno se la calcola. E guarda un po’, c’è pure una Sindrome di Cassandra, dedicata ai disfattisti sempre e comunque e che udite udite “[…]chi soffre di sindrome di Cassandra ha la tendenza a creare relazioni disfunzionali […] Anche i partner scelti, dunque, tenderanno a creare una serie di conferme alle profezie di Cassandra”. Un ritratto perfetto, che me le prevedo da sola, ne sono cosciente, prendo la decisione sbagliata ma comunque non mi do retta. Chi è causa del suo mal pianga sè stesso, dicevano. E infatti.

Tutto ciò perchè a giugno, non so per quale congiunzione astrale favorevole o avversa, ho iniziato ad avere sogni su Esso che convolava a giuste nozze; per tre notti di fila ho sognato discorsi su matrimoni, gente che ne parlava, addirittura Esso stesso con una faccia tosta mai vista che ne parlava alla sottoscritta. Nonostante voglia credere che questi sogni premonitori siano effettivamente frutto della mia mente paranormale, anche il buon senso e la logica potrebbero essere ottimi indicatori del mio sogno visto come si sono svolte le vicende nell’epopea con questo essere, che di umano ha solo le sembianze.

Passano i mesi e fra altre millemilioni di ansie che mi hanno turbato il sonno, i sogni rivelatori cadono nel dimenticatoio, fino a quando, una sera qualunque in periodo di Pandemia, parlando con gente a caso, ecco la conferma del monito: si sposa. Un fantomatico giugno, non si sa di quale anno a questo punto. Ovviamente “first reaction: shockk” come direbbe l’artefice della crisi delle crisi Renzie. E mai paragone fu più azzeccato sulla crisi: credo che in quel momento la mia faccia si sia crepata nel mezzo come una maschera di terracotta e nella mia mente abbia risuonato una sola, unica, chiarissima frase “LO SAPEVO!!!!”.

La notizia dell’ex che si sposa può essere accolta in tre modi: felicità, noncuranza, speranza di divorzio lampo a due giorni dalla fine del viaggio di nozze. Chiaramente la mia è l’ultima opzione, elevata all’ennesima potenza, tipo livello querelle Johnny Depp&Amber Heard, ecco. Ma il livello di odio karmico per questa felice unione è quadraticamente proporzionale alla sofferenza che costui mi ha procurato in due lunghissimi anni di torture psicologiche più o meno intenzionali, accompagnate da psicoterapia, notti insonni, benzodiazepine, sbronze colossali, scenate, gelosie e tutto di quanto più insano possa esistere fra due persone, per poi tornarsene beatamente da dove era venuto; quindi no, l’indifferenza, pur malcelata, non è fra le opzioni possibili. Il sorriso mellifluo del “auguri e figli maschi” che nascondono anatemi da Maleficient al Re Stefano non è nemmeno allo stato embrionale dei miei pensieri. Piuttosto spererei nella mia subitanea trasformazione in Don Rodrigo, ma a quello per ora ci ha pensato il virus; non perchè lo rivoglia indietro per qualche motivo, quanto per la giustizia della sofferenza, che deve tornare indietro, con lo spread.

Giusta è l’obiezione “perchè sei rimasta così tanto tempo a farti del male?” quanto azzeccata la precisazione “lo amavo” con correzione del tiro “sono deficiente”. A qui mi ricollego al mio essere sottona, già sviscerato settimana scorsa, con la presunzione di essere i nuovi Romeo e Giulietta, o per stare più sul nazional popolare, Renzo e Lucia, impediti da bravi, Don Abbondi, Don Rodrighi e Innominati (e innominabili) quando alla fine della solfa, tutti gli antagonisti alla storia d’amore vero, ero solo io.

E quindi, che da Romeo e Giulietta o cazzi e mazzi siano pure Promossi Sposi, ma non dimentichiamo che nel diman non v’è certezza…

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