50 sfumature di DPCM

Un altro Natale è passato. Come direbbe il saggio Riccardo Garrone in Vacanze di Natale ’83: “Anche sto Natale…se lo semo levato dalle palle!”. Il Natale più colorato di ogni altro anno: giallo, giallo ocra, giallo scuro, arancio, mandarino, rosso e rosso con deroga. Come si fa a non pensare alle 50 sfumature? Soprattutto se penso al fatto che non potevo andare da LeroyMerlin a comprare il paraschizzi nuovo per il muro della cucina, ma potevo andare da mio nipote, o tornare dai miei, non solo fuori dal comune, ma fuori provincia. Ma pure invitare sconosciuti a casa mia al grido di “c’è la deroga, siamo amici” e poter potenzialmente scatenare focolai.

Paradossalmente i contagi sono aumentati pur con tutto a serrande abbassate e con i weekend rossi babbi natali. E tutti a chiedersi perchè. Fatta la legge per chi agisce con buonsenso, ecco chi se la rigira a piacimento e mette tutti nei casini. Dal canto mio mi sono comportata responsabilmente. Ho sradicato le tende da casa mia e sono andata dai miei, che vedo un giorno sì e l’altro pure. Poi ci siamo tamponati tutti preventivamente per l’accoglienza natalizia del pargolo unico erede. Gli amici che ho visto sono sempre gli stessi che vedo da pandemia iniziata e nessuno ha mai avuto contatti o sintomi o altro. Certo resta sempre l’incognita che io stessa potrei essere l’untrice dall’oggi al domani, ma al momento non ho timori fondati di essere infetta.

Dunque, questo Natale a tinte rosse è stato scandito dalla nullafacenza più totale nei giorni rossi di calendario e di fatto. Mio padre scalpitava per andare al Conad anche solo a comprare un pallet di mentine. Io sono regredita ad uno stadio di prima infanzia per cui mangiavo ogni 3 ore ma bevevo vino come un contadino romeno. Guardavo Netflix. Controllavo ossessivamente lo stato di consegna del mio ordine su Shein. Le offerte di Amazon (mi è valso un tablet nuovo). Quando consentito dalla clemenza del meteo, camminavo intorno al perimetro del paese per ore come un criceto sulla ruota, con l’obbiettivo dei 10.000 passi e più e di smaltire una unica, sparuta fetta di panettone.

L’unica cosa che mi ha salvata dall’evoluzione a creatura mitologica mezza divano e mezza pandoro è stato il lavoro; visto il momento rallentato con i turni un po’ in sede un po’ in smartworking non mi sono sentita nella necessità impellente di prendere ferie, e visto il deserto dei Tartari che era l’ufficio, sono andata a prendermi la mia boccata d’aria fra le chiusure di anno d’esercizio e le scadenze fiscali.

Ma in questo scenario entusiasmante e scoppiettante come l’omelia della messa della prima comunione, ho commesso l’errore degli errori; ho riscaricato Tinder. Certi errori diventano una compulsione, sì. Non per fare chissà, cosa eh. Con sconosciuti, in tempo di pandemia; anche no. Chiacchierare, passare il tempo. Comunicare. Ma come sempre l’avventura è già finita perchè la comunicazione con gli analfabeti funzionali è spesso difficoltosa e infruttuosa. Al di là del fatto che probabilmente e sicuramente queste festività non hanno spinto solo me all’errore di cui sopra, per cui l’app ha verosimilmente quadruplicato gli utenti. Swipe infiniti. “A meno di un km da te”. Tipo il vicino, ecco. Che se gli tiro un urlo dal balcone ci metto meno.

La cosa che più mi ha dato da pensare si ricollega a quanto espresso all’inizio: fatta la legge, trovata la scappatoia. E soprattutto che non esiste zona colorata, coprifuoco, multa o pandemia che possa frenare la voglia di gnagna di un maschio che non la vede da mesi. E che probabilmente ha i calli alle mani. Richieste da minusdotati, che fino ad un secondo prima sembravano persone normali tipo: “vengo da te/vieni da me/ ci vediamo in macchina/ sotto casa tua/ prendiamo d’asporto/porto io qualcosa”. Ah.

E per via che: 1) non ti conosco e per quanto mi riguarda entrambi potremmo essere malati e scatenare focolai 2) non ti conosco e a casa mia non ci vieni e viceversa 3) è dicembre ci sono 3 gradi, è tutto chiuso e fuori non ci sto, soprattutto con uno sconosciuto e tutto deserto 4) c’è un coprifuoco 5) PANDEMIA PANDEMIA PANDEMIA CAZZO PANDEMIAAAA 6) sono minimo 400€ di multa 7) sei un coglione irresponsabile quindi addio è stato bello.

Quindi se l’interrogativo di tutti è come stracacchio facciano a crescere i contagi con tutto rosso, tutto chiuso ecc ecc, questa è una della risposte: il menefreghismo, la leggerezza e il semplicissimo fatto di fottersene del prossimo, di tutto ciò che sta intorno che alla fine si ripercuote anche su di loro stessi. Però il caro Giuseppy è brutto e cattivo e chiude tutto, Governo incompetente, CTS non capisce nulla, ci stanno rovinando, limitando, la dad non funziona, la gente fallisce, il covid non esiste, il vaccino non si sa cosa c’è dentro, la gente non scia, non mangia, non compra ai saldi. Però per via di farsi i cazzi propri a casa di sconosciuti, t’appost? Per via di fregarsene altamente e farsi gli affari propri come se nulla fosse aggirando le leggi e tacciando chi le segue di essere dei coglioni, okey siete dei dritti. Furbi voi! E intanto tutto intorno va in merda ogni giorno e qui non se ne esce. E ci si chiede perchè? E se invece fosse per via che siete tutti un po’ stronzi e che questo episodio, fra i mille accaduti in questi mesi, siano la cartina di tornasole che se si lascia una parte importante al buon senso, tutto questo durerà altri 2 anni? Mai sfiorata l’idea?

Per fortuna sto Natale se lo semo levato dalle palle. Mo tocca arriva’ a Pasqua.

Un pensiero su “50 sfumature di DPCM

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...