Volevo parlare…ma poi ho taciuto

Da ieri sera mi sto arrovellando le meningi per trovare un qualcosa di cui parlare, di cui sindacare; ho iniziato tre articoli che ho cestinato senza pietà, perchè erano inconistenti, sciocchi e insipidi. Bleah. Mi pare un po’ presto per avere il blocco dello scrittore o cali d’ispirazione visto e considerato che ancora gravito fra il “chittesencula” e il “silenzia utente”. L’unica cosa che mi è fluita dalle dita con estrema scioltezza sono state delle recensioni (agli interessati sulle mie opinioni opinabili in fatto di cinema, le trovate qui) ma niente di più.

Potevo scrivere un post sulla mia ricetta del pollo al curry, sul fatto che sono talmente una donnina responsabile che non ho sperperato soldi col Prime Day di Amazon, anche se ho messo nel carrello 46 articoli e li ho salvati tutti per “dopo”. Ma i calzini di Star Wars sono solo una spesa rimandata, non rinunciata; responsabile sì, ma pur sempre infantile deep inside. O di come mi sto trovando al corso di recitazione (mascherati ça va sans dire, facciamo la commedia del Covid), però sento che le mie argomentazioni tendono al molliccio, alla consistenza dello stracchino vecchio, per cui, meglio tacere.

Da qui parte la considerazione più vecchia di sempre e la più vera, declinata in più detti e perifrasi: a tacere si fa sempre più bella figura. Ovviamente non se si consegna in tema della maturità in bianco o non si spiccica parola alla discussione di laurea, certo, ma se non richiesta e non vincolata da obblighi vari od eventuali, dire qualcosa non è sempre consigliabile né necessario. A maggior ragione se è davvero la prima cosa che ci passa per la testa.

E forte del fatto che è praticamente tutta la vita che vengo tacciata di parlare a vanvera, soprattutto per evitare i silenzi, col risultato di apparire una decerebrata anche un po’ noiosa, questo mio calo di argomenti interessanti mi ha rivelato la verità: basta parlare a cazzo. Oddio, questo blog è un ricettacolo di cose a caso ma non troppo, ma è proprio il “non troppo” il nodo focale; sono cose a caso sì, pensieri estemporanei flash che mi lasciano una suggestione ma preparate, pensate, soppesate, riflettute.

Ora capisco perché in alcuni libri, film, serie e tutto ciò che soggiace una storia di pura finzione a volte abbiano dei momenti un po’ di down o di banalità; trovare SEMPRE qualcosa di interessante da dire non è per nulla facile. E siccome nessuno mi paga e nessuno mi obbliga ad essere interessante sempre e comunque, anche se volevo parlare ho taciuto. Finalmente, aggiungerei.

P.S. ma è troppo tardi comunque.

5 pensieri su “Volevo parlare…ma poi ho taciuto

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