La sfiga

Queste due settimane mi sono sentita catapultata in un film di Fantozzi o inesorabilmente soggetta alle leggi di Murphy: se poteva esserci un problema, 99% sarebbe capitato a me. E più di una sfiga al giorno. E non sto parlando di quegli eventi fortuiti che ci autoprocuriamo per pasticcionaggine, goffaggine o disattenzione tipo cadere dalle scale con le borse della spesa perché hai le scarpe slacciate (fatto realmente accaduto).

Proprio quelli indipendenti dalla nostra volontà. Tipo il vento monsonico che mentre ero al supermercato mi ha smurato lo scuro della sala -e per cui è tornato il mio ex ad aggiustarlo; tipo lo specchio vecchio che si autosbriciola mentre sto appendendo quello nuovo; tipo il figlio di buona donna che mi sradica lo specchietto della macchina e neanche si ferma e mi lascia con 200€ di danno; tipo l’ape nascosta sotto l’assetta del water dell’ufficio che mi punge le chiappe appena mi siedo.

E sono tutti fatti realmente accaduti. E alla fine ho riso di gusto per non piangere, perchè sembra veramente che a volte le congiunzioni astrali mi remino contro per rendermi la vita più complicata e incazzata di come già è. Per un paio di giorni ho evitato di parcheggiare la macchina sotto cose che potessero cadere tanta era la mia paura di essere bersaglio fisso della sfiga. O della jettatura. Sarò antidiluviana ma io credo che esista la jettura e gli jettatori. Non fraintendiamo, non parlo di Wanna Marchi e del Mago Do Nascimiento col sale in cristalli, però credo che esistano persone che vuoi per rabbia, invidia, rancore, risentimento, gelosia e quanto di brutto si può provare verso qualcuno, riversino su di noi le loro energie negative e ci facciano capitare la sfiga. Ovviamente tutto ciò accade in maniera inconsapevole, non parlo di vodoo con la bambolina.

Mi chiedo solo cosa abbia fatto di così tremendo o abominevole per meritarmi questa montata lattea di sfiga; ok non sono esattamente la simpaticona allegrona che saluta tutti e ama tutti, ma tendenzialmente mi faccio i cazzi miei. A sto punto pure troppo credo. Ho qualche sentore di chi potrebbe avermi lanciato la macumba, e credo fosse più di uno sicuramente. Troppa sfiga all in one, come le tabs per la lavatrice. Dovevo immaginarlo quando ho sentito fischiare l’orecchio sinistro mentre facevo colazione, scervellandomi su come regolare il termostato di casa, ma ho dato colpa alla colossale sbronza della sera prima e agli spifferi dei maledetti infissi.

Oh beh, continuerò a vivere pacificamente la mia vita Fantozziana, facendomi bellamente gli affari miei, con i miei spifferi e le mie orecchie fischianti nell’attesa del giorno in cui, a loro, fischierà il deretano.

2 pensieri su “La sfiga

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