L’insostenibile leggerezza delle dating app.

Nella vita di una single arrivano i momenti di disperazione e solitudine più nera, in cui hai talmente voglia di conoscere qualcuno che anche il corriere di Amazon diventa una preda appetibile, oppure, stanca dello zitellaggio reiterato (o delle varie delusioni e uomini di Melma) ti convinci che là fuori, nello sterminato globo -ma anche nel raggio di qualche km-, esista la tua personale versione di Jack Dawson. Vivo, possibilmente. E così, visto che siamo nell’era in cui tutto passa per il webbe, lo smart, le app; in cui tutto può essere visto e valutato ancor prima dell’effettivo incontro, ti inoltri nel mondo delle dating app. “Perché la cugina della sorella della mia collega ha trovato marito! E aspetta il 3 figlio!!!” [cit.]

Sorvolo sulla spiegazione del funzionamento, perché nonostante i vari nomi, funzionano tutte allo stesso modo: foto, descrizione, mi piace sì – chat/ no- addio.

A quanto pare in Italia queste app sono state intese come una specie di catalogo di escort gratis (nella visione maschile), per cui se sei iscritta, tu donna, è garantito al 100% che se esci con me me la devi dare. Ma anche no. Sono app di incontri, che non vuol dire dark room, incontri sessuali. Incontri. Generico al 400%. Mentre nella visione femminile, siamo ben consce di essere sedute sulla cosa più desiderata, forse seconda solo al vaccino anti Covid, ma ci incazziamo comunque quando ci chiedono di concretizzare le aspettative.

Manco a dirlo, anche io ho ceduto al canto delle sirene, anzi, tritoni e gli esiti sono stati quantomai deludenti, per cui, ho deciso di non usufruire più del servizio delivery dei casi umani. E dire che la mia selezione è stata serratissima: 3 tizi e 3 prime uscite e nulla più.

Il primo fu un catfish tremendo; le foto erano sì sue, ma di anni e kg fa. Viscido all’inverosimile anche per messaggio, all’aperitivo si è ingozzato come un facocero. Dopo una sola ora, che mi è parsa un’ eternità, mi propone di fare un giro e mi porta sotto le mura di un castello famoso in zona. Ero piuttosto terrorizzata, ma lui, sull’onda del romanticismo, cerca ogni modo per baciarmi. Raffazzono scuse, è tardi e voglio tornare a casa e anche lì cerca di estorcermi un intimità che non volevo concedergli. Conclusione: si è pure incazzato per messaggio quando gli ho detto che non mi era piaciuto, anche perché tutta sera mi ha fatto battute sessuali fastidiose, dandomi della zoccola più o meno velatamente cercando di farlo passare come un complimento, perché non vedeva l’ora trovare fondamento alla sua tesi.

Il secondo era veramente bellissimo, troppo bello. Talmente bello che qualche magagna interna doveva esserci. E infatti. I sospetti sono diventati realtà nel momento in cui si è presentato all’appuntamento 40 minuti in ritardo, ed eravamo vestiti uguali e ha bevuto una birra piccola. E non l’ha finita. Molto a suo agio col mondo gay -anche io lo sono, moltissimo- ma talmente tanto che frequentava solo locali gay. Mh. Ci sarei uscita ancora, ma per andare a fare shopping o andare dal parrucchiere.

E il terzo ed ultimo, che vale la pena di sviscerare. Dalla foto non si capiva bene, però era simpatica. tizio 30 anni circa, insegnante.
Pareva simpatico dai messaggi. Andiamo a fare aperitivo (a cui io mi presento post lavoro con capello unto legato, trucco semicolato, camicia di jeans e anfibi slacciati) con la tracontante femminilità di chi vuole passare 2 ore senza pensare a Esso, che mi faceva prendere lo Xanax dalla gioia. Compagnia piacevole ma nulla di che. Mi accompagna alla macchina tutto speranzoso e io lo liquido con “buona serata” e pacca sulla spalla, tant’è che arrivo a casa e controllo l’ultimo accesso di Esso. Invece lui, messaggio decanta la serata come la più bella della sua vita. Insomma, insiste per i seguenti 3 mesi malgrado io fossi un disco rotto sul NO. Poi l’ho bloccato. Sperando ci avesse mollato, l’ho sbloccato e ha ricominciato. Dopo vari blocchi e sblocchi sono arrivata a dirgli con estrema cattiveria che essendo un insegnante si presupponeva che fosse capace di capire la parola NO e che se avessi avuto anche solo il minimo interesse a farmi anche una sola sparuta scopata con lui, ci avrei messo sicuramente meno di 3 mesi per sganciargliela.

Ogni tanto, quando la disperazione mi assale, scarico una app a caso, guardo la fauna e lo swipe è praticamente solo a sinistra, quando è a destra probabilmente sono dei fake. Per cui ho deciso che no, non fanno per me. Anche perché ho capito che non ho bisogno di andare a rovistare nel torbido perché un disagiato venga a sconvolgermi la vita; solitamente mi raggiungono loro anche senza app. Devo naturalmente essere dotata GPS (dove S sta per Stronzo), per cui almeno quello sullo smartphone lo disattivo.

2 pensieri su “L’insostenibile leggerezza delle dating app.

  1. Decisamente terribili queste App. Io ho retto per soli 2 minuti. Letteralmente. Poi ho pensato Meglio sola. E poi invece no, invece non lo sono comunque, sola dico, quindi non scoraggiarti. Il 2020 è un anno pesante. L’anno prossimo andrà meglio (perché peggio…) io punterei su un montanaro 😉

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