Insonnie

Ecco che ci risiamo. Il sonno c’è ma non arriva. Arriva e se ne va. Sono stanca morta. Il respiro non c’è; mi sembra di affogare. Il cuore martella nel petto senza sosta. Gli occhi mi si chiudono. Eppure mi sento piena di adrenalina. Se il discorso della mia insonnia quest’inverno SEMBRAVA collegato strettamente alla vita amorosa, ora SO non è così. Il problema è iniziato circa un anno fa e si manifesta più o meno regolarmente; pensiero principale è: tra x ore mi devo alzare, devo andare a lavorare. Il lavoro stressa, è un dato di fatto. Quando non ci piace, a maggior ragione.  E io credo di detestarlo. Quando arrivo a casa sono carica di tensione e non ho modo di scaricarmi; sono nervosa, cattiva, irascibile, scattosa, una belva feroce. Ma soprattutto, sono pigra. Pigra, svogliata; l’unica cosa che mi interessa fare è uscire, stare attaccata al cellulare, ma anche quando esco non sono rilassata. Parlo solo di problemi, penso solo ai problemi e alla fine per un motivo o per l’altro, mi incazzo. Sono sempre così tesa, sempre a guardare l’orologio. Come il Bianconiglio di Alice. È sempre tardi. Credo di aver capito cosa non mi fa dormire: lo stress. Troppo stress e la mancanza di stimoli positivi, di una valvola di sfogo che mi dia un minimo di relax. Non sono più in grado di rilassarmi. Sono sempre all’erta. Un sonno sull’attenti. Dormiveglia costante, perché non mi sfugga un solo istante e probabilmente la mia mente ha dimenticato come vagare dolcemente. È sempre troppo concentrata, focalizzata su un punto. Non sono nemmeno più capace di guardare un film, una serie, ascoltare la musica, leggere un libro senza fare altro. Sono talmente nervosa, tesa e devo essere in grado di interrompermi e riprendere continuamente che non so più concentrarmi solo su una cosa. E neanche sul riposo. Per cui non c’entra l’amore. C’entra Anonima e la sua mente, il suo carico di stress insfogabile ed inspiegabile. No, in realtà è molto spiegabile: odio il mio fottuto lavoro. Ma non odio il lavoro in sé, odio ESSO. E devo muovere il culo e fare qualcosa perché non posso continuare così. Devo muovere il culo, fare qualcosa non per gli altri ma per me, per la mia salute. E lo so benissimo che non ne ho voglia, che è più facile lamentarsi che darsi da fare. Peccato che io sia sul chi vive da almeno 6 mesi e che io stia cedendo sotto tutti i punti di vista e l’ansia stia prendendo il sopravvento su ogni ambito della mia vita. Svuotata, apatica, triste e incazzata con tutti. A 26 anni, con ancora tutta la fottuta vita davanti. Non è stato sempre così. Ero entusiasta, felice, facevo le cose con voglia e voglia di imparare e mi arrabbiavo perché non volevo sbagliare. Mi sentivo di avere in mano la vita; un lavoro, relazione stabile, amici, hobby e tante passioni da coltivare, poi le cose sono cambiate radicalmente: ho fatto una cosa che non mi sarei mai aspettata, mi sono trovata un’altra da me stessa; estraniata. La storia è finita e io ho iniziato ad abbandonare tutto, i miei hobby, le mie passioni per uscire, stare fuori, in compagnia per impedire a me stessa di pensare. E il mio hobby è diventato l’alcool. La mia palestra è diventato il pub, il mio relax l’ebbrezza, il mio hobby bere. Non che fossi un’alcolizzata però diciamo che l’anno scorso ero spesso attaccata al bicchiere e ho fatto scelte pessime, soprattutto relazionali; rapporti morbosi, malati, ossessivi e purtroppo fini a sé stessi. E le ore di sonno diminuivano. Uno stress crescente, da tutta la situazione che non andava, dal lavoro che mi stressava sempre di più e dava sempre meno soddisfazione. Da un certo punto di vista la cosa si è risolta, ma dall’altro si è ingigantita. Il pensiero dell’orario del lavoro che si avvicina mi mette un’ansia pazzesca. Pensare che dovrò passare un’altra giornata, un’altra settimana, altre 8 ore, 4, 1, 10 minuti, che non passano mai,  in un posto che mi rende infelice ma è quello che mi permette di vivere. Devo trovare qualcosa che mi liberi, anche solo la melatonina prima di andare a dormire o andare a correre per scaricarmi. Come facevo una volta. Anche solo iniziare un corso di photoshop o di danza. Per conoscere qualcuno, per fare qualcosa e per non essere limitata solo a questo. La mia vita non può essere un lavoro che odio, degli amici senza interessi e annoiati, un lavoro triste e senza sbocchi. La mia vita vale molto di più e io merito molto di più. Merito di avere tanti amici, tante cose da fare, tanti posti da vedere ed esperienze da condividere, di parlare per ore di quello che ho fatto e visto, di dormire serenamente. Devo riprendere in mano la mia vita a partire da oggi, subito, immediatamente. Sono ferma nel limbo di chi vorrebbe ma non se la sente, di chi potrebbe ma non vuole, per paura, per pigrizia. Io dico di non avere tempo. Ma sono tutte bugie. Io ho tempo, tutto il tempo del mondo, per me.

4 pensieri su “Insonnie

  1. Spero che (visto che leggo che si tratta di roba di anni fa, questa) tu abbia davvero cambiato qualcosa… se non il lavoro, almeno il tuo ritmo di sonno

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